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9 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 15:56

Fu evasione fiscale? Sì, no, forse. Certo è che l’affaire Airbnb è stato chiuso con un’archiviazione e il pagamento mezzo miliardo al Fisco italiano. Il “contesto di assoluta novità” e “gli elementi di complessa interpretazione” della “normativa introdotta” in materia di affitti brevi che avrebbero generato “condizioni di incertezza” in cui operare, a cui si aggiunge il versamento di oltre 576 milioni per saldare il debito con il fisco italiano, sono i principali motivi per cui è stata archiviata l’indagine della Procura di Milano a carico di tre ex amministratori di Airbnb accusati di reati fiscali. Ad accogliere la proposta avanzata dai pm Giovanni Polizzi, Giancarla Serafini e Cristiana Roveda è stata la giudice per le indagini preliminari, Angela Minerva secondo la quale le loro argomentazioni, “che recepiscono in gran parte i rilievi difensivi, sono in gran parte condivisibili”.

La giudice, che nel novembre 2023, durante l’indagine, aveva dato il via libera al sequestro, poi revocato, di oltre 779 milioni di euro eseguito dalla Guardia di Finanza nei confronti di Airbnb Ireland Unlimited Company, titolare dell’omonima piattaforma, nel provvedimento di archiviazione depositato nei giorni scorsi ha sottolineato “l’assoluta specificità e novità della normativa introdotta con chiari elementi di discontinuità rispetto alla disciplina tradizionale in materia di sostituto d’imposta”.