Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiMaxi regolarizzazioni di Airbnb e Booking con Agenzia delle Entrate sulle ritenute 2022 e 2023. E nuove speranze per i rimborsi della cedolare secca e per le difese tributarie dei locatori brevi.

Dai registri delle imprese della Sec (Securities and Exchange Commission) negli Stati Uniti e della Companies Registration Office (CRO) in Irlanda emerge come con due accordi con Agenzia delle entrate, finora non noti, siano stati versati altri 318 milioni da Airbnb per le ritenute arretrate degli anni 2022 e 2023 (139 mln per il 2022 e 179 mln per il 2023).

La saga delle ritenute

L’interminabile saga delle ritenute Airbnb si arricchisce così di un nuovo capitolo. La lunga vicenda giudiziaria, iniziata a settembre 2017 con il ricorso del portale turistico al TAR del Lazio contro la ritenuta al 21% (DL 50/2017 art. 4) da applicare ai redditi da locazione breve erogata agli host, si era conclusa con la sentenza della Corte di Giustizia UE (C-83/21), che aveva confermato l’obbligo da sostituto d’imposta per la piattaforma. Dopo un controllo della Guardia di Finanza, a novembre 2023 è stato eseguito nei confronti di Airbnb Ireland Unlimited Company un sequestro per 779 milioni di euro, disposto dalla Procura di Milano, corrispondente al valore delle ritenute non versate. Indagati anche tre directors della multinazionale per penale fiscale. Successivamente, per chiudere il contenzioso, Airbnb ha versato le ritenute omesse per gli anni d’imposta 2017-2021 per un totale di 576 milioni di euro, compresi sanzioni e interessi, e anche l’inchiesta della Procura di Milano è stata archiviata il 9 febbraio 2026.