L'Editoriale
Sabato 22 Agosto 2026
ITALIA. Giuseppe Conte ha imparato in fretta una legge importante della politica: essere veloci nell’occupare spazi ed essere i primi a «dettare l’agenda» ad alleati e avversari.
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Ora che è in piena corsa per vincere le primarie del Campo Largo e riproporsi come candidato premier nella legislatura dell’(eventuale) post Meloni, questa rapidità di reazione viene estremamente utile al capo del M5S. Lo ha dimostrato ancora una volta il 21 agosto con la lettera a «La Repubblica» sulla cosiddetta «cultura woke», ossia l’estremizzazione del politicamente corretto che ha pervaso larghi strati della sinistra mondiale allontanandoli dal sentire comune e dai problemi concreti dei ceti medi e disagiati. Non appena uno dei rappresentanti della cultura woke, la deputata democratica americana Alexandra Ocasio Cortez, ha proclamato, con una dichiarazione che ha fatto il giro del mondo, che il tempo della «religione» del politicamente corretto ormai va messa alle nostre spalle, in Italia Conte ha colto la palla al balzo e ha dettato linea alla sinistra italiana.








