Arriverà in Cassazione il 17 novembre il processo Decimabis alla mafia del pizzo: 14 i foggiani imputati nell’ultimo grado di giudizio. Furono condannati dalla corte d’appello di Bari l’11 settembre 2025 a 77 anni e 4 mesi perché riconosciuti colpevoli a vario titolo di mafia quali affiliati alla Società; duplice tentato omicidio dei figli dell’ex boss Federico Trisciuoglio; estorsioni; usura; turbata libertà degli incanti. La prima sezione della Suprema corte si pronuncerà sui ricorsi dei difensori che chiedono l’annullamento della sentenza di secondo grado e un nuovo processo d’appello. Tra gli imputati il capo-clan Pasquale Moretti, figlio di Rocco storico boss della “Società”, condannato a 12 anni per mafia, usura ed estorsioni; il figlio Rocco Moretti junior cui furono inflitti 5 anni per mafia; i pentiti Giuseppe Folliero e Patrizio Villani. In Cassazione anche 9 parti civili: Regione Puglia, Comune e Provincia Foggia, Confindustria e Camera di commercio del capoluogo dauno, Sos impresa, Associazione antiracket, Libera, fondazione antiusura Buon Samaritano.
L’inchiesta Decimabis sfociò nel doppio blitz di novembre/dicembre 2020 con 44 ordinanze cautelari. Come già l’indagine Decimazione (30 arresti il 30 novembre 2018, seguirono 27 condanne) Decimabis basata su intercettazioni e pentiti, fotografa uno dei due affari principali della Società: il pizzo; l’altro è il traffico di droga. La Dda chiese 43 rinvii a giudizio per 30 imputazioni: mafia quali affiliati alle batterie Moretti/Pellegrino/Lanza, Sinesi/Francavilla, e Trisciuoglio/Tolonese; 17 estorsioni; 6 tentativi di estorsione; 3 usure; armi; turbativa d’asta; duplice omicidio di Giuseppe e Fabio Trisciuoglio dell’8 settembre 2016, sfuggiti alla morte in un agguato collegato alla settima guerra di mafia in 40 anni di “Società”. Dai 43 imputati si scese a 41 perché 2 morirono nelle more dei processi tra cui il boss Federico Trisciuoglio per cui inizialmente fu chiesta la condanna a 17 anni e 4 mesi, deceduto il 5 ottobre 2022 dopo lunga malattia.






