Venerdì 24 Luglio 2026 | 06:25

Martedì 14 Luglio 2026, 04:00

La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi difensivo e confermato le condanne di 2 nomi della vecchia guardia della “Società foggiana” coinvolti nel processo Baccus. Per Vito Bruno Lanza, 73 anni, alias “u lepre”, al vertice del clan Moretti/Pellegrino/Lanza, condanna a 2 anni e 8 mesi per usura; per Cesare Antoniello, 66 anni, detto “Cesarone”, 5 anni e 6 mesi per usura e tentata estorsione. Entrambi sono a piede libero.

Gli avvocati Paola Tortorella e Franco Metta per Lanza; e Carlo Mari per Antoniello chiedevano alla Suprema corte di annullare il verdetto pronunciato il 16 ottobre 2025 dalla corte d’appello di Bari; e la celebrazione di un nuovo giudizio d’appello. Il procuratore generale chiedeva il rigetto dei ricorsi. La fondazione antiusura Buon Samaritano di Foggia si è costituita parte civile anche in Cassazione con l’avv. Rando.

“L’esito del processo Baccus” scrive l’ente della diocesi metropolitana di Foggia “testimonia ancora una volta il sostegno dello Stato e delle sue espressioni territoriali quali il Buon Samaritano, verso le vittime di un reato che fa leva sulla disperazione delle persone in difficoltà per poi spogliarle di ogni avere, anche della loro dignità”.