Analizzando gli insetti si possono scoprire molte cose di un delitto. Ben lo sa una nuova protagonista del giallo italiano, americana per metà, ma operativa in Sicilia. Circondata da sospetti e scetticismo, riuscirà a trovare la soluzione di un mistero che riguarda la scomparsa di una madre con la figlia. E anche se stessa

di

Deborah Ameri

È la protagonista che mancava al giallo mediterraneo. E che il nome non inganni: June McFlynn ha un padre americano ma è nata e cresciuta in Sicilia, dove svolge l’attività di entomologa forense, tra l’ignoranza e la sufficienza di chi non riesce a capire questa branca della scienza e la ritiene roba da film hollywoodiano. Eppure June, grazie allo studio degli insetti che reperta sulle scene del crimine, può aiutare a risolvere casi complessi, come quello della sparizione di madre e figlia, Liuba e Olimpia.

Le indagini sono affidate al sostituto procuratore Emanuel Zagati, al quale June è legata da quando era bambina. I due indagano, lui da maniaco del protocollo, lei da donna di scienza che segue anche le intuizioni improvvise. Ma questa storia riporta a galla una circostanza personale dolorosa, che June non ha ancora raccontato a nessuno. Una sconfitta – o almeno così la vive – che la motiva ulteriormente a trovare Liuba e Olimpia, per mettere a tacere il suo senso di colpa.