Una giovane cameriera scomparsa in un villaggio di montagna. Una valle gelata e di una bellezza inquieta. E poi lui, il protagonista, l’ex ispettore di polizia Leone Ruggeri, investigatore privato inquieto e dotato di un raro istinto accompagnato dall’inseparabile Petunia, la cagnolina con cui condivide la vita. Dopo l’esordio nel mondo della narrativa con il romanzo Hic (Paola Caramella Editrice) Cristiano Trevisan, giudice di Torino con la passione per la scrittura, torna in libreria con Ruggeri e la giovane scomparsa (Neos edizioni).

La storia

Un giallo, con venature noir, che racconta le avventure di un uomo che indaga, ma anche la vita di un cinquantenne alle prese con un nuovo destino, dopo l’espulsione dalla polizia, e con i tormenti del cuore. Non manca infatti nel romanzo un risvolto sentimentale. L’incontro di Ruggeri con una donna, che si innamora di lui, lo metterà di fronte a una prova diversa, con se stesso e ciò che prova.

Il personaggio

«Ruggeri - spiega Trevisan - è un raddrizzatore dei torti, uno che fa giustizia, a volte, chiudendo un occhio. Il suo ideale di giustizia non sempre collima con la legge». Non è un libro autobiografico, ma c’è molto dell’autore nella descrizione della cagnolina Petunia. «Mi sono ispirato alla mia Frida», rivela Trevisan, parlando della sua chihuahua. «Petunia è il nome della madre di Frida. Nel romanzo Petunia è la carta assorbente degli stati d’animo del suo padrone. Io mi sono innamorato follemente di Frida, che ha tre anni e dell’altro mio cane, Pablo, che ne ha due, che ho preso un anno dopo per farle compagnia. Non avevo cani prima e consiglio a chiunque di averli perché davvero ti cambia la vita».