di Clara Valenzani

Locale milanese rilevato alla fine degli anni Sessanta da Mirko Stocchetto, il Basso è diventato famoso per il fascino che unisce passato e presente e per l'invenzione del Negroni Sbagliato: ora se ne parla anche in Francia

Le Monde si innamora del Bar Basso«Sono sorpreso e contento di vedere il Bar Basso sulla stampa internazionale: il fatto che sia ancora conosciuto dagli anni Trenta è un miracolo. È un posto speciale, frequentato fin da quando ha aperto, e con una lunga storia». Così Maurizio Stocchetto, titolare del «Bar Basso» in via Plinio 39 a Milano, ha commentato il lungo articolo che celebra il suo locale pubblicato su M, magazine del quotidiano francese Le Monde.Nella rubrica estiva Viaggio in Italia i giornalisti Aureliano Tonet e Allan Kaval hanno definito il bar milanese «un punto di riferimento allegro e autentico, in una città che lo è sempre meno». Con i suoi arredi vintage e l’intramontabile Negroni Sbagliato, il fascino del Basso rimane intatto da quasi 80 anni, ponendosi come riferimento in un contesto cittadino continuamente rinnovato. «Milano è cambiata in tanti modi — continua Stocchetto — come il mondo, d'altra parte. La città ha attraversato il suo periodo industriale e adesso è molto più concettuale, ci sono l'arte, la moda... Ogni epoca è diversa, le persone sono diverse, le problematiche sono diverse, qui e ovunque. Mio padre prima della guerra faceva il barista in Veneto, dopo ha aperto il bar: a quell'epoca era abbastanza comune per chi lavorava nel settore fare il passaggio da dipendente a proprietario. Ora è molto più complicato».