Pubblicato il

24/08/2026 - 7:02 CEST

Gli scienziati della Johns Hopkins Medicine affermano di aver individuato un possibile modo per far sì che le terapie a mRNA producano più proteine all’interno delle cellule. Una scoperta che potrebbe, in futuro, influenzare vaccini e trattamenti contro il cancro, le malattie infettive e le patologie autoimmuni.

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La ricerca, pubblicata su Nature (fonte in inglese), si concentra su una modifica naturale dell’RNA chiamata N4-acetilcitidina, o ac4C. Oggi la principale piattaforma a mRNA si basa su un’altra modifica, la N1-metilpseudouridina, o m1Ψ: è la tecnologia utilizzata nei vaccini a mRNA contro il COVID-19 e attualmente allo studio per altre applicazioni mediche.