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Le aziende farmaceutiche Moderna e Merk hanno fatto sapere di aver usato con successo un vaccino sperimentale a mRNA all’interno di una terapia contro il cancro alla pelle (melanoma). Quello che hanno annunciato è il primo studio di fase avanzata sull’applicazione della tecnologia a mRNA in una terapia contro il cancro ed è stato accolto dalla comunità scientifica come un risultato molto promettente all’interno di una ricerca sui vaccini contro il cancro che va avanti da anni con non poche difficoltà.
Il vaccino, chiamato Intismeran, è stato affiancato a Keytruda, una terapia immunitaria prodotta sempre da Moderna, ed è risultato efficace per prevenire il ritorno del melanoma nei pazienti operati e per rallentarne la diffusione. Per il momento però le due aziende non hanno divulgato altri dettagli, dicendo che li presenteranno più avanti.
Lo sviluppo dei vaccini a mRNA risale a molti anni fa, ma aveva subìto una forte accelerazione a partire dal 2020, quando quel tipo di tecnologia sembrava essere la candidata ideale per prevenire le forme più gravi di COVID-19. I test clinici ne confermarono l’efficacia e la sicurezza, e diventò in poco tempo la principale risorsa per tenere sotto controllo la malattia e di conseguenza l’emergenza sanitaria in buona parte del mondo. Fu un successo, tanto da far meritare il Premio Nobel per la Medicina a Katalin Karikó e a Drew Weissman.











