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Ruggiero Corcella

Lo studio di fase 3 condotto su oltre 1.100 pazienti con melanoma ad alto rischio o in stadio avanzato ha dato risultati positivi per Intismeran, il trattamento a mRna personalizzato sviluppato da Moderna e Merck sulla base delle caratteristiche del tumore di ciascun paziente. Somministrato insieme all’immunoterapia Keytruda dopo la rimozione chirurgica del melanoma, ha ridotto il rischio di recidiva o diffusione della malattia. I dati completi saranno presentati a un congresso scientifico e sottoposti alle autorità regolatorie

Un vaccino a mRna costruito sull’«impronta digitale» del tumore di ciascun paziente riesce a ritardare il ritorno del melanoma e la sua diffusione ad altre parti dell’organismo. È il risultato annunciato da Moderna e Merck dello studio di fase 3 sul trattamento personalizzato Intismeran, somministrato insieme all’immunoterapico pembrolizumab (Keytruda). Un risultato atteso da anni, che potrebbe segnare una svolta non soltanto per il melanoma ma per lo sviluppo dei vaccini personalizzati contro altri tumori.

«L'inizio di una grande svolta nel campo dell'oncologia»«Siamo contenti ed è la conferma dell'ottimismo che c'era già per i risultati di fase 2 che erano andati bene. Ora quelli di fase 3 sembrano promettenti - ha comnmentato all'Adnkronos, Paolo Ascierto, oncologo e direttore dell'Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell'Istituto Pascale di Napoli, tra i maggiori esperti di melanoma. E' una ulteriore rivoluzione nel campo della lotta al melanoma, ma non solo. Siamo all'inizio di una grande svolta nel campo dell'oncologia: nella terapia adiuvante l'immunoterapia aveva raggiunto già certi risultati, ora con questo vaccino terapeutico - non preventivo va precisato - personalizzato a mRna aumentano i benefici e diminuiscono le ricadute dei pazienti già operati» per un melanoma in stadio avanzato. In Italia quale potrebbe essere la platea di pazienti candidabili, una volta ottenute le autorizzazione da parte di Fda, Ema e Aifa? «Una stima può essere di circa 3mila persone», risponde Ascierto. L'oncologo aggiunge che «ora aspettiamo i dati che saranno presentati presto in un convegno scientifico, è solo l'inizio per i vaccini mRna anti-tumore. Infatti - ricorda - ci sono diverse sperimentazioni per altre neoplasie come il polmone, il rene, sul pancreas c'è un campo interessante di ricerche».