Il trattamento ha superato con successo la fase 3 della sperimentazione clinica: ridotto il rischio di recidiva e la diffusione del tumore ad altre parti del corpo
Un vaccino costruito sul tumore del paziente
Intismeran non è un vaccino preventivo, come quelli utilizzati contro le malattie infettive. È una terapia personalizzata pensata per pazienti che hanno già avuto un melanoma e che sono stati sottoposti alla rimozione chirurgica del tumore. Il trattamento viene realizzato a partire dalle caratteristiche genetiche della massa tumorale di ciascun paziente, individuando le mutazioni che possono essere sfruttate per istruire il sistema immunitario a riconoscere e attaccare eventuali cellule tumorali rimaste nell’organismo. Nello studio di fase 3 sono stati coinvolti 1.137 pazienti ad alto rischio, con melanoma negli stadi da IIB a IV, tutti sottoposti a intervento chirurgico. Una parte ha ricevuto fino a nove dosi del vaccino personalizzato insieme a Keytruda, mentre il gruppo di controllo è stato trattato con il solo immunoterapico, per un periodo di circa un anno.
I risultati dell’ultima sperimentazione
I risultati confermano quanto emerso nella precedente sperimentazione di fase 2, quando la combinazione di Intismeran e Keytruda aveva ridotto del 49% il rischio di recidiva o morte rispetto al solo Keytruda. Le aziende sottolineano che dall’analisi intermedia della fase 3 non sono emersi nuovi problemi relativi alla sicurezza, anche se saranno necessari i dati completi dello studio per definire con maggiore precisione l’entità del beneficio e il profilo di rischio della terapia. Intanto, Moderna e Merck hanno avviato il confronto con le autorità regolatorie, con l’obiettivo di rendere il vaccino disponibile già nel 2027.










