Il volto di Giorgio Gorgone racconta meglio delle parole l’amarezza del Catanzaro. Al “Menti” i giallorossi hanno accarezzato per due volte la possibilità di cominciare il campionato con una vittoria, ma sono tornati a casa senza punti. Prima la magia di D’Alessandro, poi il guizzo di Verrengia: due vantaggi cancellati dal Vicenza, capace di completare la rimonta con il gol di Morra allo scadere.

Il 3-2 incassato nella prima giornata di Serie B lascia rimpianti e interrogativi. Il Catanzaro ha mostrato qualità per buona parte del primo tempo, ma nella ripresa ha progressivamente rinunciato a giocare, abbassando il baricentro e consegnando campo e iniziativa ai padroni di casa. Ed è proprio da qui che parte l’analisi, lucida e senza sconti, dell’allenatore giallorosso.

“Avevamo la partita in mano, dovevamo essere più spietati”

Gorgone salva l’approccio e la prima parte della gara, ma non nasconde il primo grande rimpianto: non avere sfruttato il momento migliore. “Di buono porto a casa il primo tempo, dove dovevamo essere più spietati. Nel momento in cui avevamo il pallino del gioco, avevamo la partita in mano e dovevamo cercare di fare il secondo gol”.

Il Catanzaro era riuscito a mettere in difficoltà il Vicenza attraverso il palleggio e le accelerazioni offensive, trovando il vantaggio con una splendida conclusione di D’Alessandro. La squadra, però, non ha saputo trasformare quella superiorità in un margine più consistente. Un limite pagato caro quando la partita ha cambiato volto.