Per oltre un’ora il debutto del Catanzaro aveva avuto la forma della serata perfetta. La magia di Marco D’Alessandro, il ritorno al gol di Bruno Verrengia, la personalità mostrata nella prima parte della gara. Poi il campo si è inclinato, il Vicenza ha preso coraggio e le certezze giallorosse hanno cominciato a sgretolarsi una dopo l’altra. Il 3-2 maturato al Romeo Menti non è soltanto una beffa arrivata all’89’. È la radiografia di una sconfitta costruita attraverso tre errori diversi: due di reparto e uno di gestione. Il primo su calcio piazzato, il secondo nell’atteggiamento assunto dopo il nuovo vantaggio, il terzo nella confusione con cui il Catanzaro ha affrontato gli ultimi minuti.
Il primo errore: Cuomo dimenticato sul calcio d’angolo
Il Catanzaro parte meglio e impiega appena 17 minuti per trovare il vantaggio. D’Alessandro si accentra dalla sinistra e disegna un destro a giro sul palo più lontano, una conclusione che lascia immobile Gagno e restituisce per qualche minuto l’immagine di una squadra sicura, capace di tenere il pallone e colpire con qualità. Il problema nasce dopo. Il Vicenza aumenta progressivamente la pressione, il Catanzaro arretra e al 39’ concede il primo pareggio.








