BOLZANO. «In Olanda è tutto così dritto, così spietatamente piatto», canta Daniele Silvestri nella sua Bolzano. "Banalità". «È vero», sorride Lorenzo Pecoraro 29enne che da un anno vive a L'Aia, affacciato sul mare del nord. Da bolzanino soffre la mancanza delle montagne, ma le circostanze della vita lo hanno portato sempre più in pianura, da Bologna ai Paesi Bassi. La mattina controlla l'app del meteo - fondamentale - ed esce in bicicletta per andare al lavoro. Si occupa di revisionare le proposte nell'ufficio brevetti europeo, organo esecutivo extra Ue dell'organizzazione europea dei brevetti, settore automotive. Parla in tedesco con i colleghi, in inglese con il capo, originario dell'Ungheria, studia per il B1 di francese e la sera esce con gli amici spagnoli. Una vita da poliglotta, vissuta nel cuore dell'Europa delle idee. In quegli uffici, racconta, si percepisce il flusso del cambiamento. «Ed è stupendo farne parte».
Come è arrivato all'ufficio brevetti?
Quasi per caso. Cercavo lavoro all'estero, non perché non mi trovassi bene a Bolzano, anzi, ma volevo mettere il naso fuori dall'Italia per vedere come si sta. Una mia amica mi ha mandato il bando dell'ufficio brevetti europeo: cercavano professionisti che avessero studiato in qualsiasi ambito scientifico, e io mi ero da poco laureato in ingegneria meccanica. Requisiti: sapere l'inglese e il tedesco. Mi sono candidato e mi hanno preso, ho fatto le valigie ed è iniziata l'avventura. Ho appena avuto il rinnovo, quindi per almeno altri due anni starò qui.







