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Rinaldo Frigrani

Dalla «moratoria» ai rapporti bilaterali: ecco i nodi cruciali dell'accordo di Dublino. Le risposte del giurista Daniele Gallo

1) La moratoria invocata dall’Italia per azzerare le richieste di trasferimento sul suo territorio da parte di altri Paesi Ue di dublinanti arrivati prima del 12 giugno scorso, e quindi dell’entrata in vigore del Patto sull’asilo e l’immigrazione, è conforme alle norme del diritto europeo? No. «L’unica cosa che potrebbe portare al risultato sperato da Roma potrebbe essere un’intesa bilaterale per cancellare o limitare l’arretrato, ma a oggi non mi sembra ci sia ancora», spiega il professor Daniele Gallo, ordinario di Diritto europeo all’università Luiss di Roma che ci aiuta nella comprensione delle norme.

2) Qual è la norma che deve essere rispettata dall’Italia?Quella prevista dal Regolamento di Dublino 3 che disciplina il ritorno del migrante nel Paese di approdo in attesa che venga definita la sua richiesta di protezione internazionale. «È una logica peraltro dello stesso Patto che tuttavia adotta misure importanti a tutela delle nazioni più interessate dal fenomeno migratorio: Italia, Spagna, Grecia e Cipro», spiega Gallo.