DOMANDE & RISPOSTEIl nuovo Patto europeo su migrazione e asilo ha cambiato le procedure per la gestione dei richiedenti asilo che si spostano tra gli Stati membri. Come funziona il sistema che sta facendo "litigare" Roma e Berlino20 Ago 2026 - 09:2720 Ago 2026 - 09:27SeguisuSeguici su © IstockphotoCon il nuovo Patto europeo su migrazione e asilo, entrato in applicazione il 12 giugno, le regole sui trasferimenti dei migranti sono cambiate, alimentando anche il confronto tra Italia e Germania. Al centro del dibattito sono finiti i cosiddetti "dublinanti". Ma a cosa si fa riferimento con questo termine? Chi sono e come funziona il loro trasferimento? Perché l’Italia è tra i Paesi maggiormente coinvolti? E perché Roma e Berlino hanno posizioni diverse sulla gestione di questi trasferimenti? Ecco un elenco di domande e risposte sul tema.Cosa si intende con il termine "dublinanti"? Con il termine "dublinanti" si indicano i richiedenti asilo che, dopo essere stati identificati e aver presentato domanda di protezione internazionale in uno Stato membro dell'Ue, si trasferiscono in un altro Paese europeo e vi presentano una nuova richiesta di asilo.A quale Paese spetta esaminare la domanda? E perché l'Italia è così centrale? La responsabilità dell'esame della domanda spetta, in determinate circostanze, allo Stato individuato come competente, spesso coincidente con il primo Paese di ingresso o di identificazione. Questo fenomeno riguarda in particolare i Paesi di primo approdo, come l'Italia, che registrano numerosi arrivi via mare.Perché tali migranti si chiamano "dublinanti?" Il meccanismo sopra descritto si fonda sul sistema di Dublino, introdotto nel 1990 e successivamente modificato, che definisce i criteri per stabilire quale Stato membro dell'Ue sia responsabile dell'esame di una domanda di protezione internazionale. Fino al 12 giugno 2026, il principale riferimento normativo era il Regolamento Dublino III, adottato nel 2013.Cosa è cambiato dal 12 giugno 2026? A partire da tale data, il sistema di Dublino è stato sostituito dal nuovo Regolamento sulla gestione dell'asilo e della migrazione (AMMR), inserito nel più ampio Patto europeo sulla migrazione e l'asilo, che introduce un nuovo quadro comune per la gestione delle domande di protezione internazionale e della responsabilità tra gli Stati membri.Il Patto, mantenendo invariato il principio che l'esame dell'asilo rimane a carico del Paese di primo ingresso, accelera le procedure per il trasferimento dei "dublinanti" nei Paesi di competenza, ma amplia le eccezioni che possono spostare la responsabilità verso un altro Stato, come quella dei legami familiari.Come avviene la procedura? - Come detto, una parte dei migranti, dopo essere stata soccorsa, sbarcata e identificata, prosegue il proprio viaggio verso altri Stati europei, dove tenta di presentare una nuova domanda di protezione. Questi spostamenti all'interno dell'Unione Europea vengono definiti "movimenti secondari". Quando un richiedente asilo presenta domanda in uno Stato diverso da quello ritenuto competente, le autorità del Paese in cui si trova possono avviare una procedura di trasferimento, chiedendo allo Stato competente di riprenderlo in carico e di occuparsi dell'esame della sua domanda di protezione internazionale.Il percorso, in sostanza, si articola in quattro fasi: verifica dello Stato competente, richiesta di trasferimento, decisione sulla richiesta e, qualora ne ricorrano le condizioni, trasferimento del richiedente verso lo Stato responsabile dell'esame della domanda di protezione internazionale.Cosa succede quando un Paese riceve la richiesta? Può rifiutarla? Quando un richiedente presenta domanda di protezione internazionale in un secondo Stato membro e le autorità ritengono che la responsabilità dell'esame spetti a un altro Paese, viene inviata a quest'ultimo - come detto - una richiesta di trasferimento. Dal punto di vista dello Stato che la presenta, si parla di richiesta "in uscita", mentre per quello che la riceve è una richiesta "in entrata".È importante, tuttavia, sottolineare che la richiesta non comporta automaticamente il trasferimento: deve essere esaminata e confermata dallo Stato destinatario e, una volta accertata la responsabilità, devono essere completate le procedure necessarie per rendere effettivo il trasferimento. In caso contrario, deve dimostrare che non è lo Stato responsabile o che la notifica si basa su un'indicazione errata.Perché sui "dublinanti" è in corso un braccio di ferro tra Italia e Germania? Nel dicembre 2025, Italia e Germania avevano raggiunto un'intesa sulla gestione dei migranti soggetti alle procedure di Dublino, ma l'entrata in vigore del nuovo Patto europeo sulla migrazione e l'asilo, il 12 giugno 2026, ha portato a interpretazioni diverse.Secondo l'Italia, il nuovo quadro normativo avrebbe di fatto azzerato, a partire da quella data, il numero di "migranti secondari" che la Germania avrebbe potuto chiedere a Roma di riprendere in carico. Berlino, che ha una posizione differente in merito, ha chiesto all'Italia di riprendere tre migranti arrivati in Germania prima del 12 giugno.1 di 1Avvia slideshowFullscreenZoom© Withub © Withub Qual è il Paese con più richieste "in entrata" e "in uscita"? Nel 2025, secondo gli ultimi dati Eurostat, l'Italia è stata il Paese dell'Ue che ha ricevuto il maggior numero di richieste di trasferimento nell'ambito del sistema di Dublino: 24.152, dato stimato da Eurostat. La Germania, invece, è risultata il Paese che ha inviato più richieste "in uscita", 35.933. Per quanto riguarda i trasferimenti effettivamente realizzati, la Germania ne ha registrati 5.377, il dato più alto tra gli Stati membri.Nel 2025, le richieste di trasferimento ricevute complessivamente dagli Stati membri dell'Ue sono state 115.625. Di queste, il 39,4% riguardava richieste di presa in carico, mentre il restante 60,6% era costituito da richieste di ripresa in carico.1 di 1Avvia slideshowFullscreenZoom© Withub © Withub Ti potrebbe interessare
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