HomeSarzanaCronacaMovida, l’ordinanza divide: “Luci e ombre”Fra gli esercenti del centro di Sarzana c’è chi la ritiene “penalizzante per il commercio” e chi invece parla di “provvedimento giusto”Movida, l’ordinanza divide: «Luci e ombre» Fra gli esercenti del centro di Sarzana c’è chi la ritiene «penalizzante per il commercio» e chi invece parla di «provvedimento giusto»Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciSarzana, 22 agosto 2026 – La nuova ordinanza per contrastare la malamovida cittadina non convince del tutto gli operatori delle attività commerciali del centro storico. Fino al 13 settembre, è disposta la chiusura dalle 2 alle 6 di tutti gli esercizi commerciali, vietando a chiunque di consumare bevande alcoliche in area pubblica, oltre al divieto di vendita per asporto di bevande in contenitori di vetro dalle 21 alle 6.

Le disposizioni riguardano anche la musica, che deve finire entro l’una di notte, e vige il divieto all’uso di qualsiasi tipo di strumenti di diffusione sonora sul suolo pubblico. “L’ordinanza – dice Giuseppe Ruocco, titolare del Taffy’s – è solo uno ’specchietto per le allodole’, perché la sicurezza va garantita in altri modi. È negativo che venga imputata ai locali la colpa di certe situazioni, visto che non ne siamo direttamente coinvolti. Si è visto nelle recenti risse a Spezia e a Massa. Vietare il consumo di alcol e chiudere le attività è un capro espiatorio facile ma i problemi sono ben altri. E poi le situazioni spiacevoli possono accadere a qualsiasi ora della giornata”. Le conseguenze del provvedimento, secondo Ruocco, ricadono sugli operatori. “Chiudere all’1 comporta una perdita di incasso notevole. Togliere ore è un danno economico e anche di immagine, perché una città che chiude i battenti presto non invoglia le persone da fuori a venire. Quindi è un impatto generalizzato”.