La protesta.22 agosto 2026 alle 00:11

Il 150 per cento in più di sbarchi di migranti rispetto all’anno scorso «non ha portato all’incremento di forze di polizia all’hotspot di Monastir», giudicato inadatto a ospitare tutti gli stranieri che stanno arrivando. Sono tre i sindacati dei corpi di polizia che chiedono lo schieramento di maggiori forze in campo e una situazione logistica non più insufficiente per ospitare tante persone: «Una struttura nata per una capacità ricettiva di trecento persone ne ospita ora circa ottocento», scrive ad esempio la segreteria provinciale di Cagliari dell’Anip Italia sicura, sindacato della polizia di Stato così come il Sap (Sindacato autonomo di polizia) regionale e provinciale, assieme al Nuovo sindacato carabinieri Nsc sardo. All’unisono dicono no alle condizioni in cui lavorano i colleghi che sorvegliano il Centro di Monastir e gli operatori dell’hotspot, e ai pericoli cui sono esposti gli abitanti di Monastir.

«Problemi gravi

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«All’hotspot l’emergenza è ormai diventata la regola», denuncia in una nota la sigla Nfc. Lo spunto per la rivolta sindacale viene dai numeri: nei primi otto mesi (nemmeno conclusi) di quest’anno i migranti portati all’hotspot sono stati circa duemila, nello stesso periodo del 2025 erano stati 750-800. Il sindacato dei carabinieri è soddisfatto per l’installazione di nuovi moduli prefabbricati, «ma non risulta completato il trasferimento delle attività in questi nuovi locali», commentano Claudio Lubrano e Carlo Rosas, della segreteria regionale Nsc. Aggiungono: «Non è emergenziale una situazione che si ripete quotidianamente, chiediamo un’immediata verifica delle condizioni segnalate a tutela dei carabinieri del nono Battaglione».