Per la prima volta un vaccino personalizzato a mRNA contro il melanoma supera con successo uno studio clinico di fase 3, aprendo una nuova frontiera nella lotta contro il cancro. Non si tratta di un vaccino preventivo, ma di una terapia costruita su misura per ogni paziente dopo l’intervento chirurgico, con l’obiettivo di impedire che il tumore torni sotto forma di recidive o metastasi.

A spiegare la portata della scoperta è Giuseppe Curigliano, oncologo, vicedirettore scientifico dello Ieo e presidente eletto della European Society for Medical Oncology (ESMO), secondo cui ci troviamo davanti a una “svolta trasformativa” destinata a cambiare l’approccio terapeutico in oncologia.

Lo studio: vaccino personalizzato e immunoterapia riducono il rischio di recidiva

Lo studio INTerpath-001 ha coinvolto 1.137 pazienti con melanoma ad alto rischio, tutti sottoposti a intervento chirurgico radicale. Dopo l’asportazione del tumore, i ricercatori hanno sequenziato il materiale tumorale per individuare fino a 34 neoantigeni, cioè proteine caratteristiche del tumore, utilizzate per creare un vaccino a mRNA personalizzato per ogni singolo paziente.

I partecipanti sono stati poi divisi in due gruppi: uno ha ricevuto la sola immunoterapia con pembrolizumab, mentre l’altro è stato trattato con vaccino personalizzato più pembrolizumab.