Il vaccino personalizzato a mRNA di Moderna e Merck, combinato con l’immunoterapia, raggiunge gli obiettivi nello studio di fase 3 sul melanoma ad alto rischio. Per l’oncologo Francesco Cognetti è “un reale e decisivo progresso”
Un vaccino personalizzato a mRNA, costruito sulle caratteristiche del tumore del singolo paziente e somministrato insieme all’immunoterapia, ha raggiunto gli obiettivi principali in uno studio di fase 3 sul melanoma ad alto rischio. È il risultato annunciato da Moderna e Merck per intismeran autogene, terapia sperimentale individualizzata utilizzata in combinazione con pembrolizumab, l’anti-PD-1 commercializzato come Keytruda.
Lo studio INTerpath-001 ha coinvolto 1.137 pazienti con melanoma in stadio IIB-IV completamente rimosso chirurgicamente. La combinazione ha prodotto un miglioramento statisticamente significativo e clinicamente rilevante sia della sopravvivenza libera da recidiva (recurrence-free survival, RFS), endpoint primario dello studio, sia della sopravvivenza libera da metastasi a distanza (distant metastasis-free survival, DMFS), rispetto al solo pembrolizumab. Non sono inoltre emersi nuovi segnali relativi alla sicurezza.
I risultati dettagliati non sono ancora disponibili e saranno presentati in un prossimo congresso medico. Proprio per questo sarà necessario attendere i dati completi per quantificare l’entità del beneficio e valutarne tutte le implicazioni cliniche. Ma il raggiungimento degli endpoint in uno studio di fase 3 rappresenta un passaggio importante per una tecnologia che, dopo il successo contro le malattie infettive, punta ormai con decisione all’oncologia.











