Dieci anni di presidio territoriale, rigenerazione urbana ed emancipazione economica attraverso la cultura del cibo. L'esperienza delle Mamme del Borgo segna un decennio di attività con un bilancio che va ben oltre la semplice accoglienza, è la cronaca di un riscatto civile contro lo spopolamento dell’entroterra valligiano. Il sindaco Carmelo Blancato ha formalizzato quest’impatto e conferito all’associazione una targa istituzionale “Ambasciatrici del nostro paese” e sancito il valore di un modello virtuoso capace di riqualificare scorci degradati, creare micro-occupazione e incrementare stabilmente i flussi turistici, fino all'introduzione, quest’anno, di una piscina a servizio dei compaesani, e non solo.
Le Mamme del Borgo, negli anni, sono state custodi di una sapienza manuale che ha trasformato ingredienti a Km “0” in un’offerta gastronomica di assoluto pregio in cui il cibo è tornato a essere strumento di incontro, condivisione e memoria. Prima o dopo le escursioni alle Gole, i viaggiatori trovano nei loro vicoli una cucina neolitica ed esperienziale, fondata sulla relazione diretta con la terra, sulla stagionalità e sull'assoluta purezza delle materie prime. Con una perizia tecnica tramandata per generazioni, le Mamme hanno elevato erbe spontanee, prodotti locali e la tipica noce locale a pietanze di dignità regale. L’autorevolezza culturale raggiunta dal collettivo trova un’ulteriore conferma nell’appuntamento di giovedì, quando il borgo ospiterà un confronto di respiro internazionale con Madame Codec, attraverso l’opera cardine di Patience Gray, con la presentazione del volume Tre pasti da Honey from a Weed. Il programma culminerà alle ore 21 con una cena-evento tematica in cui le Mamme del Borgo mostreranno come la teoria del cibo identitario si farà pratica, un esempio concreto di sovranità alimentare e sviluppo locale dove le ricette della tradizione diventano il motore del futuro del territorio.






