Dieci anni di Refettorio Ambrosiano sono un pezzo di storia del cibo e della solidarietà, ma anche uno spaccato di vita sociale. “Ed è cambiato tanto, in questo percorso. Dalle persone che si rivolgono a noi per arrivare a noi stessi”, dice Lara Gilmore che, assieme al marito, Massimo Bottura, nel 2015, alla vigilia dell’Expo milanese, ha dato vita a questo progetto che, anno dopo anno, si è allargato in Italia, superando anche i confini e cui ha fatto seguito la fondazione dell’associazione Food for Soul.

I dieci anni di quello di piazza Greco, a Milano, sono stati celebrati con un incontro cui hanno partecipato gli stessi coniugi, assieme al co-fondatore e direttore artistico Davide Rampello, il sindaco di Milano Giuseppe Sala, il responsabile della Caritas ambrosiana Luciano Gualzetti e il vescovo Mario Delpini.

I numeri

Oggi quella che dieci anni fa veniva definita la “mensa di lusso” è una realtà che conta su numeri importanti: 260 mila pasti preparati, dei quali, 220 mila erogati a circa 2.900 persone senza dimora e in povertà e recuperando oltre 40 tonnellate di cibo prossimo alla scadenza. Oltre 10 mila pasti serviti in oltre 200 eventi benefici, uno staff professionale permanente che conta su 11 persone e 4 tirocinanti, con quasi 90 volontari in media all’anno. I giorni di apertura, nel decennio, sono stati oltre 2.600, estate compresa, quando scattano iniziative come “Il pranzo è servito”, che ha permesso 14 mila pasti gratuiti, nei mesi di agosto, a quasi 550 anziani rimasti soli in estate a Milano.