Le parole del professore Antonio Cascio, direttore dell'Unità di Malattie infettive del Policlinico di Palermo: «Può essere che ci sia un portatore sano tra i parenti o i conoscenti e quindi inconsapevolmente abbia potuto infettare la bimba»
«Rintracciare il cosiddetto paziente zero in questa fase è importantissimo». Lo sostiene il professore Antonio Cascio, direttore dell’Unità di Malattie infettive del Policlinico di Palermo, intervenendo sul caso della bambina morta all’ospedale Di Cristina di Palermo per sospetta difterite. «Può essere che ci sia un portatore sano tra i parenti o i conoscenti e quindi inconsapevolmente abbia potuto infettare la bimba», spiega Cascio. L’Asp di Palermo, nell’ambito dell’indagine epidemiologica, ha effettuato i tamponi a gran parte del nucleo familiare della piccola Anna Rosa. E ventina di componenti della famiglia hanno ricevuto in queste ore una dose di esavalente.
«Rischio epidemia? No, solo un mero focolaio»
«Adesso verranno avviate tutte le procedure per contattare tutti quelli che sono stati a contatto con la bimba, che verranno sottoposti a tampone e profilassi – aggiunge all’Ansa Cascio – Coloro che sono entrati in contatto con la bambina devono fare la cosiddetta chemioprofilassi, ovvero devono prendere degli antibiotici». Le persone esposte dovranno inoltre verificare la propria situazione vaccinale e, in caso di mancata o incompleta vaccinazione, procedere con l’aggiornamento. C’è un rischio epidemia? «Epidemia è una parola grossa. Quello che si potrebbe temere è un mero focolaio epidemico», ha dichiarato il direttore dell’Unità di Malattie infettive del Policlinico di Palermo. «Il rischio di una diffusione è minimo al momento», conclude Cascio.










