Pompei non è finita nel 79 d.C.. Per secoli, mentre la città romana restava sepolta sotto i materiali dell'eruzione del Vesuvio, qualcuno continuò a vivere tra quelle rovine e a conservarne la memoria. A raccontare questa storia sorprendente sono alcuni nuovi ritrovamenti nell'Insula Meridionalis, nell'area meridionale dell'antica Pompei.
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Materiali e reperti ceramici databili tra il XV e il XVI secolo hanno infatti fornito nuove tracce della presenza umana nel sito molti secoli prima dell'inizio degli scavi borbonici, avviati nel 1748.
È una scoperta che mette in discussione l'immagine più comune di Pompei: da una parte la città romana, congelata dall'eruzione del 79 d.C.; dall'altra la Pompei moderna, tornata alla luce quasi diciassette secoli dopo. In mezzo, invece, c'è una storia molto più sfumata.
La "Pompei dopo Pompei"






