Proseguono le indagini per fare chiarezza sulla morte di Antonella e Sara, rispettivamente moglie 55enne e secondogenita 15enne di Gianni Di Vita, entrambe avvelenate a Pietracatella con la letale ricina, nei giorni a cavallo dello scorso Natale. Nelle scorse ore la figlia sopravvissuta, Alice, ha parlato con gli inquirenti, ai quali ha fornito la sua versione su quanto accaduto alla sorella e alla madre poco prima di morire.
Pietracatella, il giallo della ricina: la versione di Alice, la figlia sopravvissuta
Alice Di Vita: "Mi hanno detto che mia madre era morta dopo reiterate richieste"
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Pietracatella, il giallo della ricina: la versione di Alice, la figlia sopravvissuta“Ci hanno fatto vedere Sara e dopo sono arrivati anche tanti parenti“, ha spiegato nell’interrogatorio Alice, le cui dichiarazioni sono state trasmesse da Morning News.“Ricordo che papà – ha aggiunto la ragazza – ha detto che doveva farlo sapere a mamma, in quanto era giusto che lo sapesse prima lei che la gente estranea. E così ha fatto. Dopo poco è giunta mamma accompagnata da mio nonno, suo padre. Eravamo davanti al pronto soccorso”.ANSAScientifica a Pietracatella“Mamma – ha proseguito – era debolissima, ma dopo la notizia era proprio distrutta ed era anche caduta a terra. Ho visto arrivare degli operatori con una lettiga sulla quale hanno caricato mia mamma e l’hanno condotta all’interno del pronto soccorso“.Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, sarebbero decedute a causa di un avvelenamento da ricina, la sostanza tossica individuata dagli esami eseguiti a Pavia a distanza di settimane dai decessi, che inizialmente si riteneva fossero stati provocati da una gastroenterite.“Dopo ho percepito che potesse stare in rianimazione, visto lo stato di salute che aveva in quel momento. Sono rimasta circondata dai parenti e le notizie provenienti dal pronto soccorso mi dicevano che mamma era stabile e sedata”, ha ricordato Alice, parlando delle condizioni della madre.








