All’Inda va in scena un copione già visto. Cambiano i protagonisti, cambiano le circostanze, ma il finale resta lo stesso: i sovrintendenti vanno via. È accaduto con Valeria Told e adesso con Daniele Pitteri, che ha lasciato l’incarico dopo poco più di un anno. Una sequenza che, al di là delle singole vicende, torna a porre una domanda sulla stabilità della governance della Fondazione.

Le dimissioni di Pitteri arrivano dopo mesi nei quali il rapporto con la consigliera delegata Marina Valensise si sarebbe progressivamente deteriorato. Una delle questioni motivo di scontro avrebbe riguardato la presenza discontinua del sovrintendente a Siracusa, già contestata a Valeria Told. Nel bando per il nuovo sovrintendente venne inserita la necessità di una presenza stabile in città, requisito diventato a quanto pare motivo di tensione anche con Pitteri.

La consigliera delegata riteneva inopportuno che il sovrintendente si assentasse dalla città in occasione di appuntamenti ritenuti importanti. Pitteri ha continuato a ricoprire la presidenza della Fondazione Mecenate 90 e a svolgere attività di docente nella Faculty del Master universitario in Management delle Risorse Artistiche e Culturali della Iulm, dividendo i propri impegni tra Siracusa e Roma. Secondo voci interne, le assenze sarebbero state contestate da Valensise, fino alla decisione, pare, di mettere il sovrintendente in ferie. Una disposizione che Pitteri non avrebbe accettato e che avrebbe ulteriormente incrinato un rapporto già difficile.