«Bocciature imbarazzanti per l’Inda da parte del ministero della Cultura». Così vengono definiti da Salvo Baio (già presidente del Consorzio universitario) e Mario Blancato (grecista) i provvedimenti relativi a due delibere della Fondazione.

«La prima bocciatura riguardava la delibera del 16 febbraio 2023 sulle proposte di modifiche della governance, la seconda riguarda la delibera numero 6 del 21 aprile ed è ustionante come la prima perché mette in luce la pervicacia del sindaco Italia e dell'intero Cda nel proporre vantaggi, questa volta economici, per la consigliera delegata. Premesso che il compenso previsto per lei è di 41 mila euro annui onnicomprensivi, il 21 aprile 2023 - sottolineano Baio e Blancato - il Consiglio d'amministrazione si riunisce per deliberare la rideterminazione del compenso portandolo da 41 mila a 68 mila euro, 27 mila euro in più (grosso modo quanto guadagna al netto in un anno un professore di latino e greco con 15/20 anni di servizio). Un aumento di quasi il 70 per cento e per giunta con effetto retroattivo. Il magistrato delegato al controllo, presente alla seduta, solleva perplessità sia in ordine alla retroattività dell'aumento che all'equiparazione, ai fini del compenso, ad un organo di vertice di un altro ente».