Una lunga diffida trasmessa dal ministero dell’Università per contestare al direttore Antonio Cicchelli la gestione irregolare di incarichi e assunzioni, preannunciandogli il commissariamento. E un drammatico consiglio di amministrazione, in cui - giovedì scorso - lo stesso direttore ha rifiutato per l’ennesima volta di revocare in autotutela il bando con cui è stato assunto come direttore di ragioneria un ingegnere, figlio del segretario regionale della Cisl. Sono gli ingredienti del dramma in corso all’Accademia di Belle arti di Bari dove, a breve, la gestione didattica potrebbe passare in mano a un commissario.
Tutto parte ad aprile, quando Cgil e Uil hanno denunciato il caso del concorso vinto da Francesco Filippo, tecnico informatico dell’istituto e figlio del segretario regionale della Cisl Università. Un concorso caratterizzato - secondo i due sindacati - da numerose irregolarità, a partire dalla nomina in commissione della responsabile del procedimento, a sua volta ex rappresentante sindacale della Cisl. A maggio tre consiglieri accademici hanno poi scritto al ministero, segnalando il problema del concorso ma anche affidamenti di incarichi a pensionati e il pagamento di una fattura da 65mila euro a un progettista esterno. Stessa cosa che ha fatto il presidente dell’Accademia, Rocky Malatesta, nominato dal ministro.








