Tre sovrintendenti in quattro anni, due dimissioni prima della scadenza del mandato e una questione di governance che torna sul tavolo. Le dimissioni di Daniele Pitteri dall’Istituto nazionale del Dramma antico riaccendono il confronto sui rapporti tra sovrintendente, consigliere delegato e consiglio d’amministrazione e su un equilibrio che continua a mostrare le proprie fragilità.

Fragilità già portate all’attenzione del ministro da Antonio Calbi, sovrintendente dal novembre 2018 all’ottobre 2022, che completò il mandato senza essere riconfermato. Il 4 luglio 2022 scrisse all’allora ministro Dario Franceschini denunciando episodi che, a suo giudizio, avevano invaso il campo della sovrintendenza. Il riferimento era alle scelte artistiche: registi individuati e contattati direttamente dal cda e altre iniziative sulle quali il sovrintendente veniva informato solo a decisioni già prese.

Nella riunione del cda del 10 giugno 2022, in particolare, la proposta sui registi della stagione 2023 era stata già condivisa con alcuni consiglieri e gli artisti erano stati contattati senza il coinvolgimento del sovrintendente. Calbi denunciò una sovrapposizione di competenze legata alla presenza del consigliere delegato e chiese di ristabilire ruoli e responsabilità. Nella stessa lettera ricordò di avere già segnalato al ministro Alberto Bonisoli, nel 2019, un’altra ingerenza nelle competenze della sovrintendenza.