Terremoto ai vertici della Fondazione Teatro Luigi Pirandello di Agrigento, dove il Consiglio di Amministrazione ha rassegnato le proprie dimissioni anticipate, abbandonando l'incarico tre mesi prima della naturale scadenza del mandato prevista per fine novembre 2026. La decisione scaturisce da un netto scontro istituzionale e da un prolungato silenzio da parte della nuova amministrazione comunale capitanata dal sindaco Michele Sodano.

Nonostante la scadenza imminente, i vertici uscenti avevano cercato un confronto immediato con il primo cittadino subito dopo l'insediamento della nuova giunta, con l'obiettivo di concertare un passaggio di testimone ordinato e non traumatico per l'ente teatrale. Il Cda ha sottolineato come la gestione della macchina teatrale richieda programmazione a medio e lungo termine, sia sul piano della direzione artistica sia su quello organizzativo.

I punti di frattura tra la governance del teatro e la giunta comunale sono molteplici e toccano nodi cruciali per la vita dell'istituzione. Il primo elemento critico riguarda la stagione teatrale 2026-2027: l'organo direttivo aveva già presentato la programmazione in tarda primavera, in linea con i principali teatri nazionali, ma il ritardo nelle risposte di Palazzo dei Giganti ha paralizzato l'avvio della campagna abbonamenti. Un ritardo aggravato dalla scopertura del ruolo di addetto stampa, sfitto dal primo luglio scorso. Per rispetto istituzionale nei confronti della nuova giunta, il CdA aveva persino congelato l'avviso pubblico per la selezione di un nuovo portavoce, manifestando la totale disponibilità a condividere le decisioni cruciali per lo scorcio finale di mandato, senza però ricevere alcun fattivo riscontro.