Circa 2,5 milioni di metri cubi d’acqua aggiuntiva per rafforzare gli approvvigionamenti dell’Elba e della Val di Cornia, riducendo progressivamente i prelievi da una falda impoverita da decenni di sfruttamento. È il doppio risultato atteso dal dissalatore in realizzazione sull’isola, a Mola, ormai in fase di ultimazione e destinato, secondo l’utility a partecipazione pubblica Asa che gestisce il servizio idrico sul territorio, a produrre i primi benefici già dalla prossima stagione.
Oggi l’equilibrio idrico dell’Elba dipende ancora in larga parte dall’acqua trasferita dalla Val di Cornia: circa 4 milioni di metri cubi ogni anno. Il dissalatore metterà innanzitutto a disposizione nuova risorsa, aumentando la sicurezza e la continuità del servizio durante i mesi di maggiore domanda. Il secondo effetto emergerà soprattutto in inverno, quando i consumi dell’isola diminuiscono. La produzione del nuovo impianto permetterà di ridurre sensibilmente l’acqua prelevata dalla Val di Cornia e inviata all’Elba, alleggerendo la pressione sulla falda e consentendole progressivamente di recuperare.
Il territorio parte infatti da una situazione particolarmente fragile. Alle criticità naturali, legate alla presenza di boro e arsenico nelle acque sotterranee, si è sommato per decenni il fabbisogno dell’industria siderurgica, di un’agricoltura fortemente idroesigente e dell’Elba. L’intensità dei prelievi ha impoverito la falda e favorito l’intrusione del cuneo salino, riducendo quantità e qualità della risorsa disponibile.






