Questioni di genere 21 agosto 2026 Ha inasprito alcune pene e creato nuovi reati, ma viene criticato dagli esperti per le lacune nella prevenzione ANSA Sabato 15 agosto una donna di 39 anni, Tania Terrin, è stata uccisa dall’ex compagno nel Veneziano. La vittima si era rivolta alle forze dell’ordine, e così anche la madre e il padre avevano querelato l’uomo violento. Terrin è una delle donne uccise da compagni, ex fidanzati, mariti, ma non è l’unica. Secondo i dati di Differenza Donna, un’associazione attiva nel contrasto alla violenza di genere, da ferragosto a oggi sono almeno sei le donne uccise in contesti familiari o affettivi.
«Cos’altro doveva fare Tania per essere protetta? (…) Tania aveva chiesto aiuto. Secondo quanto raccontato dalla madre, lei e la sua famiglia si erano rivolte alle forze dell’ordine sette o otto volte», ha scritto su Instagram Stefania Ascari, deputata del Movimento 5 Stelle, informando di aver presentato un’interrogazione parlamentare al ministro della Giustizia e a quello dell’Interno per disporre accertamenti sulla gestione delle segnalazioni. Secondo il Partito Democratico, «la politica e le istituzioni devono fare molto di più, per rendere più efficaci le misure di protezione per chi denuncia e sostenendo in modo molto più robusto la rete dei centri antiviolenza», agendo anche sulla «prevenzione». Mentre la senatrice della Lega Giulia Bongiorno ha detto che non servono nuove norme, ma «serve applicare bene quelle esistenti. Piuttosto, insistere sulla formazione delle forze dell’ordine e della magistratura». Sul tema si è esposto anche Luca Zaia, ex presidente della Regione Veneto e attuale presidente del Consiglio regionale. «Dobbiamo continuare a lavorare sul piano culturale, soprattutto tra i giovani, educando al rispetto», ha scritto su Facebook, sostenendo che però «la cultura da sola non basta. Deve funzionare anche la repressione, e deve essere ancora più severa».











