Roma, 19 agosto 2026 – “Il femminicidio di Tania Terrin è una sconfitta per lo Stato. Insieme al ministro Nordio valuteremo l'invio di ispettori del ministero della Giustizia in Procura a Venezia per capire cosa non abbia funzionato". A dirlo è il sottosegretario alla Giustizia, Alberto Balboni, dopo l’interrogazione urgente del Pd ai ministri Nordio e Piantedosi sul brutale femminicidio di Tania Terrin, la 39enne trovata strangolata sul divano della sua casa a Camponogara, nel Veneziano. Ad ucciderla è stato l’ex compagno Dino Keber, poi il 43enne è tornato a Dolo e si è impiccato nella sua abitazione.
Oltre alla terribile dinamica, a sconvolgere è la storia di Tania Terrin che, secondo il racconto della madre, sarebbe andata dai carabinieri per ben 7 volte dopo le violenze subite. E poi lo denunciò. Quell’uomo le faceva talmenet paura che scrisse perfino nella chat dei vicini di casa: “Me lo trovo spesso sotto casa. Se torna, non apritegli”.
La denuncia di Tania e i due episodi di violenza
Quando ad aprile Tania Terrin denunciò Dino Keber, parlò di due episodi di violenza. È quanto si apprende in ambienti investigativi. Il primo risaliva al 18 aprile scorso, quando Keber la strinse al collo prendendola alle spalle e lei perse i sensi. In quell'occasione, il referto dell'ospedale le diede una prognosi di due giorni. Presentando la querela riferita a quell'episodio, però, la donna parlò anche di una precedente aggressione, datata 18 dicembre 2025: in quell'occasione Keber la prese a schiaffi e uno di questi la colpì a un orecchio. Il referto del medico, in questo caso, registra una contusione occipitale e cinque giorni di prognosi.








