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Giuliana Ferraino

Il presidente americano ha firmato un memorandum per accelerare autorizzazioni e investimenti nelle infrastrutture spaziali. In gioco contratti militari, satelliti e un mercato globale da 686 miliardi di dollari

La nuova corsa allo spazio americana passa dalle rampe di lancio, dai satelliti, dalle frequenze radio e dai contratti militari. Donald Trump ha firmato un memorandum per accelerare lo sviluppo dell’industria spaziale degli Stati Uniti, con un obiettivo ambizioso: portare entro il 2030 la capacità delle infrastrutture nazionali a oltre mille operazioni l’anno, tra lanci e rientri. Una strategia che affida un ruolo centrale alle imprese private e promette di favorire soprattutto SpaceX di Elon Musk e Blue Origin di Jeff Bezos, protagoniste di un mercato globale che nel 2025 ha raggiunto i 686 miliardi di dollari.

Nel 2025 negli Stati Uniti sono stati effettuati 178 lanci, dieci volte più che nel 2013. La cifra riguarda però soltanto i decolli, mentre il nuovo obiettivo comprende anche i rientri: Colpisce comunque la distanza rispetto alle previsioni della Federal Aviation Administration: appena il 28 luglio l’agenzia stimava 214 operazioni spaziali nel 2026 e 507 nel 2036. Trump vuole superare il doppio di quell’ultimo valore con sei anni di anticipo.