La Nasa e il Pentagono si stanno muovendo velocemente per trovare della alternativa alla SpaceX di Elon Musk, dopo la rottura con Donald Trump e la minaccia da parte del presidente di annullare tutti i contratti con le aziende del miliardario.
Lo rivela il Washington Post citando fonti informate. L'agenzia e il dipartimento sarebbero rimasti abbastanza irritati dall'ipotesi ventilata da Musk di non mettere più a disposizione la sua navetta spaziale Dragon per fare la spola con la Stazione Spaziale Internazionale (Iss). Il miliardario ha poi ritrattato la sua minaccia ma l'allarme alla Nasa resta.
La giornata:
La guerra tra Donald Trump ed Elon Musk è ben lontana dalla fine. Il presidente americano e il suo ex first buddy continuano a lanciarsi bordate e minacce reciproche che fanno tremare i polsi ai repubblicani e preoccupare gli americani. E a niente sembra servito il ramoscello d'olivo offerto dal miliardario che pare abbia cancellato il post in cui accusava il presidente americano di essere nei file del finanziere pedofilo Jeffrey Epstein.
L'ennesima provocazione nella faida-show tra l'uomo più potente e quello più ricco del mondo l'ha lanciata quest'ultimo sul suo social media. "Il popolo ha parlato. In America serve un nuovo partito politico che rappresenti l'80% della popolazione! Ed esattamente l'80% delle persone è d'accordo", ha scritto il magnate pubblicando i risultati del suo sondaggio su X al quale hanno votato circa 6 milioni di persone. Il miliardario propone anche il nome per il nuovo movimento, 'the America Party'. Non si tratta proprio di una discesa in campo, anche perché essendo nato in Sudafrica Elon non può candidarsi alla presidenza degli Stati Uniti, ma certo ha tutta l'aria di essere una minaccia nei confronti di Trump e dei suoi alleati. Con la potenza di fuoco che ha, il patron di Tesla che ha sborsato quasi 300 milioni di dollari nella campagna di Trump, potrebbe finanziare e, probabilmente, portare alla vittoria qualsiasi candidato democratico o repubblicano. E' anche per questo che a stretto giro The Donald gli ha risposto minacciandolo di ritorsioni in caso decidesse di sostenere economicamente i suoi avversari. "Se lo facesse pagherebbe conseguenze gravi", ha detto il tycoon in un'intervista telefonica a Nbc News senza precisare quali potrebbero essere queste ripercussioni. Poche ora prima aveva già avvertito dell'intenzione di rivedere tutti i contratti tra l'amministrazione americana e le aziende di Musk. "Riesamineremo tutto, sono un sacco di soldi", aveva dichiarato il presidente americano parlando con i giornalisti a bordo dell'Air Force One.













