Reggio Emilia, 21 agosto 2026 - I carabinieri del Nas di Parma hanno effettuato un controllo in un allevamento di suini nella Bassa Reggiana, scoprendo presunte criticità di carattere strutturale, gestionale e igienico-sanitario. In particolare, c’erano recinzioni inadeguate o del tutto assenti in diversi punti, con cancelli privi di sistemi di chiusura, condizioni tali da consentire l’accesso incontrollato alla cosiddetta “zona pulita” dell’allevamento. È stata inoltre accertata la mancata applicazione dei previsti piani di biosicurezza e di derattizzazione, indispensabili per ridurre l’introduzione di agenti patogeni o di materiale potenzialmente contaminato, introdotti da persone, roditori o attrezzature. Dunque, non c’erano adeguati sistemi di prevenzione contro la diffusione della Peste suina africana, malattia virale contagiosa che colpisce suini domestici e cinghiali e che può determinare rilevanti conseguenze sanitarie ed economiche per l’intera filiera. Durante l’ispezione sono stati rinvenuti tre suini custoditi in condizioni ritenute incompatibili con le previste misure di biosicurezza. Ulteriori irregolarità hanno interessato la gestione dei sottoprodotti di origine animale. La cella destinata allo stoccaggio degli animali morti è stata trovata spenta e colma di carcasse in avanzato stato di decomposizione. E nel locale adibito a cucina e preparazione dei mangimi c’erano sporco vetusto, muffe e incrostazioni. Per il titolare dell’allevamento sono previste sanzioni per 11.500 euro, oltre al divieto di movimentazione, con fermo ufficiale in ingresso e in uscita degli animali. Solo pochi giorni prima, sempre nel Reggiano, in un altro allevamento erano emerse carenze nelle misure di prevenzione della Peste Suina Africana.
Stalla suini senza piani di sicurezza, maxi multa nella Bassa
Il controllo dei carabinieri del Nas ha evidenziato carenze nella prevenzione della Peste Suina







