Il Nas di Parma, che la settimana scorsa era intervenuto a Caprile di Ligonchio (insieme al Servizio veterinario dell’Asl e ai carabinieri forestali) per il sequestro e l’abbattimento di tre maiali allevati per uso familiare, precisa che l’operazione era finalizzata al contrasto della diffusione della peste suina africana (Psa). "Nel corso dell’ispezione sono state accertate gravi irregolarità in materia di identificazione degli animali - si legge nella nota dei carabinieri - rintracciabilità e biosicurezza. In particolare, sono stati sottoposti a sequestro amministrativo tre capi suini ibridi, costituiti da scrofe adulte, risultati privi dei prescritti sistemi identificativi e la documentazione necessaria a garantirne la tracciabilità. Gli animali erano inoltre detenuti all’interno di una struttura non autorizzata e sprovvista delle necessarie recinzioni di contenimento, in violazione delle disposizioni vigenti in materia di biosicurezza previste per la prevenzione della diffusione della peste suina africana". Al titolare dell’allevamento sono state contestate violazioni amministrative che comportano sanzioni pecuniarie per un importo complessivo pari a 3.400 euro. Considerato che l’allevamento ricade all’interno della zona di restrizione per il contenimento della malattia, le tre scrofe sono state abbattute dalla Polizia Provinciale. Le carcasse saranno sottoposte agli accertamenti per la ricerca del virus.
"Suini abbattuti per il rischio peste"
I carabinieri del Nas danno i dettagli del blitz a Ligonchio: "Struttura non autorizzata, animali privi di tracciabilità"
Abbattute 3 scrofe senza identificazione nella zona di restrizione PSA di Parma per gravi violazioni di biosicurezza. La Regione stanzia 1,6 milioni per il controllo cinghiali, segnalando l'escalation della peste suina africana negli allevamenti critici.








