Assemblea 29 ottobre. Gruppo da 810 mld asset, payout 100%
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - La doppia operazione di Mps su Banco Bpm e Banca Generali punta a «creare un nuovo campione nazionale di riferimento, con competenze distintive e complementari nel banking, nell’advisory e nel wealth management un progetto industriale di rilevanza sistemica volto a costituire un gruppo finanziario italiano più forte, più competitivo e più resiliente, con oltre euro 810 miliardi in total financial assets». Rocca Salimbeni vede nel progetto una «significativa opportunità di creazione di valore, con sinergie pre-tax run-rate stimate in circa euro 2,6 miliardi annui, di cui circa euro 800 milioni dall’integrazione di Mediobanca, come da guidance al mercato». Le offerte, secondo il Monte, «sono attese generare un significativo miglioramento della profittabilità e dell’efficienza operativa. Il gruppo combinato raggiungerebbe un» rapporto cost/income «di circa il 36% nel 2025 su base pro forma, tenuto conto del pieno realizzamento delle sinergie attese,
rispetto al 46% di Mps su base standalone». Il ritorno sul patrimonio netto tangibile medio è previsto crescere da circa il 13% nel 2025 ad oltre il 19% nel 2029, mentre la crescita dell’utile per azione 2028 è stimata a circa l’11%. Oltre alla supercedola da 4 miliardi, sono previste «distribuzioni complessive superiori a 15 miliardi nel periodo 2026-2030 per gli azionisti Mps, sulla base di un payout ratio atteso del 100%». Il coefficiente Cet 1 pro forma è atteso al di sopra del 13% per il periodo 2026-2030 «e, nell’ipotesi di riconoscimento del trattamento del Danish Compromise, si attende superi il 15% al 2028». Dato che Mps è sotto passivity rule, le offerte sono «soggette all’approvazione dell’assemblea degli azionisti», convocata per il 29 ottobre.











