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Valerio Cappelli
Il direttore d'orchestra milanese sul palco a Salisburgo: «Il primo incarico fu un coro parrocchiale a Milano»
Ogni anno al Festival di Salisburgo, che sta alla musica come Cannes sta al cinema, c’è un altro direttore d’orchestra italiano oltre a Riccardo Muti: Gianluca Capuano. È il braccio destro di Cecilia Bartoli, di cui dal 2017 dirige ogni produzione.
Milanese classe 1968, è stato scoperto prima all’estero: Colonia, Zurigo, Salisburgo. Ma nessun risentimento: «Il prossimo anno torno alla Scala per Didone e Enea di Purcell». Barocchista, a Salisburgo ha diretto Un viaggio a Reims di Rossini. Eppure ha cominciato con lo strumento e con il compositore più «potenti»: l’organo («Ricordo una signora minuta che lo suonava sprigionando suoni incredibili») e Richard Wagner. A nove anni.






