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Valerio Cappelli
La mezzosoprano, vincitrice di cinque Grammy, reinventa con il regista Barry Kosky «Il viaggio a Reims», ambientato ai giorni nostri
L’ «incoronazione» di Cecilia Bartoli avverrà il 5 agosto al Festival di Salisburgo, per Il viaggio a Reims di Rossini diretto da Gianluca Capuano, ambientato oggi con la regia di Barry Kosky. Parole cambiate, reinvenzioni drammaturgiche, ogni personaggio definito da un tic ossessivo.
Cosa succede? «Barry ha detto: ma tu non hai un compleanno importante? Sì, cambio di numero, 60. E lui: non è anacronistico fare Carlo X nel 2026? Facciamo la festa di un personaggio chiamato Ceci. Così nello spettacolo sbuco dalla torta. Nella recita dell’8 ci sarà una sorpresa: a fine recita salgono sul palco Pappano, Placido Domingo, Lang Lang, Vengerov e altri per proseguire la festa e esibirsi con me».






