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In Spagna un piano del governo progressista di Pedro Sánchez per accogliere 500 ragazze minorenni non accompagnate arrivate a Ceuta a fine luglio insieme a decine di migliaia di migranti irregolari ha generato un duro scontro con le opposizioni.
Il governo ritiene che debbano essere trasferite nella Spagna continentale dato che Ceuta, un’exclave spagnola in Marocco grande meno di 20 chilometri quadrati, non ha gli strumenti per assisterle; il Partito Popolare, di centrodestra, si oppone al progetto, e sostiene che le ragazzine debbano essere espulse sulla base di una linea dura per cui tutte le persone arrivate dal Marocco non devono essere accolte per nessuna ragione.
Buona parte di questi minori, secondo fonti del governo sentite dal País, sono adolescenti molto giovani o bambine. Molte non hanno una famiglia o provengono da contesti di violenza e si rifiutano di tornare indietro. Alcune hanno minacciato di togliersi la vita nel caso in cui fossero costrette a farlo.
La legge spagnola prevede che i minori non accompagnati vengano accolti in apposite strutture e che la loro richiesta di asilo venga esaminata al fine di prendere la decisione più favorevole per loro. Questo processo però richiede tempo, durante il quale le ragazzine a Ceuta non hanno un posto dove stare.












