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Il premier Pedro Sánchez è sempre in vacanza ma il suo esecutivo sta preparando il trasferimento urgente nella penisola Iberica di 500 giovanissimi, perlopiù ragazze marocchine arrivate il 30 luglio a Ceuta.

Madrid ignora, così, le indicazioni della Ue che sostiene il rimpatrio anche dei minori stranieri non accompagnati. «Il governo, in collaborazione con il Marocco, garantirà che ogni singola persona entrata in Spagna in modo irregolare farà ritorno in Marocco», dichiarava l’11 agosto il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares.

Il giorno seguente, il ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska confermava lo stesso proposito. «Nessuno che entri illegalmente nel nostro Paese può immaginare che la sua situazione trovi alcun sostegno nel nostro sistema legale», aveva ribadito. Sono bastati pochi giorni per cancellare gli impegni presi. Il ministero della Gioventù e dell’Infanzia sta predisponendo con urgenza il trasferimento nella Spagna continentale di circa 500 giovanissime.

Elma Saiz, portavoce del governo e ministro dell’Inclusione, della Sicurezza sociale e della Migrazione, in un’intervista al programma Las Mañanas su Rne ha sottolineato che «si tratta di ragazze sole» e che occorre «tutelare il superiore interesse del minore».