A dieci anni dal sisma di Amatrice, il lavoro svolto dal Cnr con gli altri Enti di ricerca ha prodotto «risultati concreti» sulla conoscenza delle faglie attive, deformazioni del suolo, microzonazione sismica, osservazioni satellitari della Terra. E dallo studio di quanto accaduto "è nato un patrimonio di conoscenze e strumenti che oggi supporta la pianificazione, la prevenzione, la ricostruzione, la protezione civile e la sicurezza dei territori".

«Integrando osservazioni del terreno, dati geofisici e informazioni sismologiche, oggi disponiamo di una conoscenza molto più dettagliata della geologia e del sistema di faglie dell'Appennino centrale che ha generato la sequenza sismica nell'area di Amatrice e Norcia» spiega il direttore dell'Istituto di geoscienze del Cnr (Cnr-Geo) Massimiliano Moscatelli.

«Gli studi condotti ad Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto mostrano come le caratteristiche del sottosuolo influenzino gli effetti locali dello scuotimento sismico, quindi il moto del terreno durante un terremoto", aggiunge Iolanda Gaudiosi, ricercatrice del nuovo istituto di Geoscienze del Cnr. L'esperienza maturata nei 138 Comuni del cratere "trasforma quindi la conoscenza scientifica in strumenti concreti di ricostruzione e prevenzione».