L'amministratore delegato Luigi Lovaglio presenta al CdA una strategia difensiva contro l'Opas di Intesa Sanpaolo. I piani prevedono un'Ops su Banco Bpm e uno scambio con Generali per rilevare Banca Generali, ma entrambe le opzioni presentano complessi nodi azionari e industriali.
È in corso il consiglio di amministrazione di Monte dei Paschi di Siena per valutare il piano elaborato dall’amministratore delegato Luigi Lovaglio per contrastare l’Opas lanciata da Intesa Sanpaolo. La strategia poggia su un doppio binario strategico, ma deve fare i conti con forti resistenze e vincoli autorizzativi.
Le due mosse da fare (secondo Lovaglio)
La prima mossa è l’Ops su Banco Bpm, ovvero un’offerta pubblica di scambio sulla totalità del capitale. Si tratta di una mossa ostile perché si sa già che c’è il no implicito di Crédit Agricole, primo azionista della banca, che finora ha mantenuto un atteggiamento molto freddo verso l’aggregazione.Il secondo dossier punta a scambiare il 13,32% detenuto da MPS in Generali con il 50,17% che il Leone di Trieste possiede in Banca Generali, per poi lanciare un’offerta sul capitale residuo e procedere al delisting. Una mossa complessa da realizzare a causa dei vincoli di passivity rule e degli equilibri di Governance.










