Il piano del Monte dei Paschi per contrastare l'Offerta da 30,6 miliardi lanciata da Intesa Sanpaolo è stato approvato ieri dal consiglio di amministrazione di Mps. È passato con un voto a maggioranza, nove consiglieri contro quattro, e solo dopo un duro scontro tra la maggioranza e la minoranza del board. Uno scontro che si è animato soprattutto sul testo del comunicato stampa da diffondere al mercato. Così la nota, attesa per la serata di ieri, è slittata a questa mattina. I contorni dell'operazione, comunque, sono trapelati, e il mercato è in attesa, oltre che di conoscere i dettagli dell'operazione, che anche Intesa faccia una contromossa per arginare l'iniziativa del Monte. Il piano di Mps prevede una doppia offerta, che sarà accompagnata da un dividendo straordinario. Le offerte riguarderanno sia Banco Bpm che Banca Generali e verranno fatte in entrambi i casi utilizzando azioni Mps, facendo diventare gli azionisti che vi aderiranno, sempre che il piano vada a buon fine, soci del Monte. Con il corollario, tutt'altro che secondario. Semmai Generali dovesse decidere di aderire con il suo 51 per cento di Banca Generali all'Ops del Monte, il gruppo triestino entrerebbe nell'azionariato di Siena con una quota di circa il 10% del capitale. Lo stesso Leone, poi, si diluirebbe in caso di fusione con Bpm.