di
Nicolò Franceschin
Una crescita verticale da 490 milioni di valore che ora punta sulla cantera e sulla seconda squadra. E in campo Fabregas gestisce tutto come un manager all'inglese
Il Como è atterrato sette anni fa sul calcio italiano e, una stagione alla volta, ce ne siamo accorti tutti. L’ha fatto con naturalezza. Ha suscitato sorpresa. Una realtà dinamica, in continua evoluzione che per idee e approccio ha lanciato una sfida alla tradizione italiana.
«Vogliamo costruire una società moderna con basi solide, dalla prima squadra all’Academy, passando per il recruitment, le prestazioni, le infrastrutture e le persone che lavorano all’interno dell’organizzazione. Un'innovazione che nasce prima di tutto dalla comprensione e dal rispetto della tradizione», racconta Osian Roberts, Head of Development del club e in panchina con Fabregas nell’anno della promozione in A.










