Nuove strade, nuove speranze
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Ieri sera il pullman scoperto in giro per la città fra la gioia dei tifosi lariani
È stato un viaggio veloce quello del Como: in sette stagioni, dalla Serie D alla qualificazione in Champions League. Un percorso calcolato, voluto e studiato nei minimi dettagli dalla famiglia Hartono: la proprietà ha trasferito concetti e idee di lavoro dal Dna internazionale, per realizzare un progetto che non è solo calcistico. Ieri sera, altra festa: i giocatori, a bordo di due pullman scoperti, hanno effettuato un giro intorno alle mura della città, per ringraziare anche tutti quei tifosi che hanno aspettato domenica notte, fuori dai cancelli di Mozzate, il loro arrivo (che non si è verificato). Tifosi lariani quasi increduli, dopo quanto avvenuto a Cremona domenica sera. Il poker rifilato ai grigiorossi ha chiuso una stagione straordinaria, con il quarto posto che migliora il precedente record del 1950 (sesta posizione). In più, la semifinale di Coppa Italia. Fabregas condivide i meriti fra tutti, ma il risultato è stato raggiunto grazie alla sua lungimiranza e al suo gioco, figlio delle esperienze da giocatore di Barcellona, Arsenal e Chelsea. Il tecnico ha sorpreso anche come uomo: è riuscito a cresceregiovani dal talento immenso, che andavano disciplinati e inquadrati tatticamente. Giocatori poco conosciuti, come il portiere Butez che sta stravolgendo l’idea del ruolo, giocando più da playmaker che fra i pali. Come capitan Da Cunha, autore di una doppietta domenica, prelevato dal Nizza per 700 mila euro e diventato in due anni il fulcro della squadra. Grande impatto anche di Douvikas: il centravanti greco ha chiuso al secondo posto della classifica cannonieri con 14 reti ed è diventato attaccante indispensabile per il gioco di Fabregas. Su tutti, poi, ha brillato Nico Paz: la qualificazione in Champions League potrebbe invogliare il ragazzo a rimanere a Como un altra stagione, e il Real Madrid potrebbe far scattare la clausola di recompra la prossima stagione. Dietro al successo del Como, poi, un grandissimo lavoro di scouting: alla ricerca di giocatori funzionali al gioco e non di nome. La Champions non dovrebbe ribaltare questo concetto, la squadra andrà sicuramente rinforzata ed arriveranno di certo nomi a sorpresa o poco conosciuti. Fabregas parla sempre di percorso, di crescita, di gruppo e famiglia Como, ma ora il percorso diventa ostico, con tre competizioni dove competere e imporre le proprie idee di calcio.










