Terzo campionato in serie A sulla panchina del Como, Cesc Fabregas sta per iniziare una stagione storica e mai così impegnativa nella sua carriera di allenatore. "Per noi sarà davvero qualcosa di speciale, e soprattutto ci saranno tantissime incognite, che solo il tempo dirà come avremo saputo risolvere. Dunque prima di tutto godiamocela, consideriamo un regalo la possibilità di giocare la Champions League".

Che non deve, però, assorbire tutte le energie e gli sforzi del Como. "E' importante il campionato, è importante la Coppa Italia, Ed è importante soprattutto ricordarci chi siamo e quale continua a essere il nostro obiettivo, mio e della proprietà. Ovvero quello di crescere come club e di far crescere i nostri giocatori. Siamo giudicati per i risultati, lo so, ma io non perdo di vista quello che siamo e vogliamo essere". Non si cambia, dunque, mentalità e modo di giocare. "La nostra identità continuerà a essere la stessa. Abbiamo cambiato qualcosa nella rosa, ma la nostra strada è sempre quella".

Fabregas conosce bene le difficoltà dei molteplici impegni, per averli vissuti praticamente in tutta la sua carriera di giocatore. "E so che rischi si corrono passando, ad esempio, da una partita di Champions in casa del Real Madrid a una normale gara di campionato. Le energie mentali che certe partite richiedono a volte pesano di più di quelle fisiche, e su questo dobbiamo lavorare tanto. Siamo una squadra con tanti giovani, mi aspetto molto da loro, ma il percorso non sarà semplice". Passo dopo passo, dunque. A cominciare da un campo insidioso come quello di Udine sabato pomeriggio.