HomeAscoliCronacaL’agricoltura che resiste: "I moduli dell’emergenza adesso vanno stabilizzati"Strutture provvisorie che hanno garantito continuità a 357 aziende del cratere. Coldiretti chiede un percorso chiaro: "Situazioni da gestire con intelligenza".Giordano Nasini, presidente di Coldiretti Ascoli-FermoRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciDieci anni dopo il terremoto, nelle aree interne ascolane ci sono ancora aziende agricole che lavorano dentro strutture nate per l’emergenza e che oggi chiedono di poter diventare definitive. È questo uno dei nodi su cui Coldiretti Marche, e in particolare la federazione Ascoli-Fermo, sta lavorando insieme al commissario alla ricostruzione Guido Castelli. Perché quelle stalle e quei fienili provvisori per molte imprese sono diventati una parte essenziale della loro attività.

A sottolinearlo è Giordano Nasini, presidente di Coldiretti Ascoli-Fermo: "Con il commissario stiamo cercando un percorso per arrivare a questa soluzione, determinante per superare la fase iniziale dell’emergenza". Uno strumento attraverso il quale alcune aziende hanno continuato a crescere: "Per alcune tipologie di imprese questo ha significato non solo la possibilità di mantenere un presidio, ma anche per far crescere la propria impresa".